Bologna fuori controllo: immigrato aggredisce mamma e figlia al parco, poi pugni al custode: “Ti ammazzo”

La Bologna della sinistra, assediata da clandestini, islamici, spacciatori e criminalità comune, è completamente fuori controllo. Nuova aggressione ai danni di una mamma che si trovava al parco della Montagnola in compagnia della figlia di sei anni. L’aggressore tanto per cambiare è un immigrato africano ubriaco. La 30enne è stata aggredita e palpeggiata, mentre la bambina è riuscita a fuggire. A soccorrere le due vittime il custode, un tunisino, che ha rimediato pugni in faccia e minacce di morte: “Ti ammazzo”.

BOLOGNA – Stava accompagnando la sua bambina di sei anni al bagno pubblico all’interno del parco della Montagnola, in centro a Bologna, ma non appena ha varcato la porta si è ritrovata davanti un uomo di colore, ubriaco, che prima l‘ha palpeggiata, poi l’ha abbracciata tentando di baciarla. Lei ha urlato e ha chiesto aiuto, mentre la piccola piangendo è scappata a nascondersi nei bagni. In un attimo in soccorso della donna è arrivato il custode che ha tentato di bloccare l’uomo: «Era una furia — racconta — Ho cercato di colpirlo ma lui mi ha messo le mani al collo, mi ha dato dei pugni e ha urlato “Ti ammazzo”. Fortunatamente alcuni passanti hanno assistito alla scena e sono venuti ad aiutarmi. Non so cosa sarebbe potuto accadere. Ma lui ha fatto in tempo a fuggire».

In un sabato pomeriggio pre natalizio

Immediata la chiamata alla polizia che dopo poco era lì con diverse volanti, ma l’uomo si è dileguato tra la folla. Sabato pomeriggio alle 15.30 il parco era particolarmente affollato, complice il giorno di mercato della Piazzola e la settimana che precede il Natale, c’era un continuo via vai di persone per comprare i regali. La donna, ucraina poco più che trentenne, impaurita ha preso in braccio la sua figlioletta ed è andata via. Il custode ha atteso l’arrivo dei poliziotti e ha sporto denuncia.

I custodi: «Parco invivibile»

Non è la prima volta che Joseph e Mohamed (nomi di fantasia), i custodi dei bagni pubblici gestiti dall’Antoniano all’interno della Montagnola, intervengono per aiutare qualche mamma in difficoltà, qualche ragazza, o per sedare una rissa. E non è la prima volta che rimediano pugni e minacce: «Due settimane fa — racconta Joseph — mi hanno tirato un pugno spaccandomi il labbro. Mi sono permesso di dire che all’interno dei bagni non devono nascondere nulla, perché controllo sempre che non lascino pacchetti con la droga». Mohamed, invece, proprio sabato mattina ha allontanato con la scopa in mano due ragazzi di colore che infastidivano una ragazzina: «Lei camminava a passo spedito e loro prima le hanno fatto qualche apprezzamento, poi hanno tentato di seguirla e sono intervenuto». Joseph è un cinquantenne tunisino, Mohamed, qualche anno in più, marocchino. Sono arrivati in Italia negli anni Ottanta: «Non sono razzista — spiega Joseph — ma questo parco nell’ultimo anno e mezzo, da quando ci sono capannelli di ragazzi africani, è diventato invivibile. E mi dispiace, perché poi i luoghi comuni si sprecano nei confronti degli stranieri. Io ho versato contributi per anni, ho tre figli e ho sempre lavorato duramente per ottenere la cittadinanza. Ho fatto per una vita il muratore fino al fallimento dell’azienda e ora sono qui che rischio per poche centinaia di euro. C’è una cosa che ho imparato in questi anni: mai sputare nel piatto in cui si mangia. A me Bologna ha dato tanto, non è giusto che non venga rispettata in questo modo»

«I poliziotti ci sono, ma i pusher tornano come nulla fosse»

Alza le spalle Mohamed, anche lui cittadino italiano, con ben sette figli: «Poliziotti e carabinieri ci sono tutti i giorni. La cosa che mi fa paura è la faccia tosta dei pusher, tornano come se nulla fosse». Da una settimana, oltre ai blitz degli ultimi mesi delle forze dell’ordine, sono in vigore gli allontanamenti per sei mesi dal parco a firma del Prefetto Matteo Piantedosi. Finora sono stati dati una decina di mini Daspo prefettizi. Non solo ai pusher, uno anche a un acquirente.

 

 

 

 

 

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