Approvato il Decreto Dignità alla Camera, Di Maio: ‘Risultato storico’

“Risultato storico. Approvato il Decreto Dignità alla Camera“.

Lo ha affermato Luigi Di Maio nella tarda serata di giovedì durante una diretta su Facebook.

“Adesso – ha spiegato il vicepremier – sarà portato al Senato e aspetta l’ultima approvazione, immagino la settimana prossima. Per me e per tutto il gruppo di maggioranza, quindi sia di tutto il M5S e della Lega, sono stati dei giorni importantissimi, impegnativi. Io voglio ringraziare tutti i parlamentari perché hanno lavorato dalla mattina alla sera in Parlamento per riuscire ad approvarlo”.

Il ministro del Lavoro ha sottolineato che approvare il Decreto Dignità non era “semplice” in quanto “combatte le lobby del gioco d’azzardo, combatte quelle aziende prenditrici, non imprenditrici, che vengono in Italia, prendono i soldi, comprano i macchinari e poi se li portano in Romania, Turchia e Brasile”.

“Abbiamo detto basta – ha proseguito – alla pubblicità sul gioco d’azzardo che sta facendo cadere nel vortice centinaia di migliaia di italiani. Abbiamo detto basta ad una parte della burocrazia ma faremo molto di più, e cioè basta al redditometro, allo spesometro, allo split payment per i professionisti”.

Di Maio ha anche detto che con il Decreto Dignità si inverte la tendenza sul precariato: “Io non voglio più vedere ragazzi che si fanno sfruttare pur di dire che hanno un lavoro non li voglio più vedere. Voglio vedere ragazzi che hanno una fase della vita in cui giustamente devono conoscere il loro datore di lavoro e quindi hanno un contratto a tempo determinato ma poi dobbiamo andare verso l’indeterminato”.

“Non è stato semplice – ha continuato il leader 5Stelle – perché la stragrande maggioranza dei giornali ci hanno fatto la guerra. Si è fatto molto terrorismo psicologico. Insomma, ci abbiamo messo un po’ ma ce l’abbiamo fatta.”:

E ancora: “E’ un decreto dignità 2.0 perché ci sono delle novità: per usare le slot machine bisogna utilizzare il codice fiscale, quindi i minori non possono azionarle”.

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