TAV E MIGRANTI, FICO ORA DETTA LA LINEA: “NOI DIVERSI DA SALVINI”

Il presidente della Camera si smarca dalla Lega: “Lotto contro la Tav dal 2005”. E sull’immigrazione: “Aprire vie legali”

Detta la linea su tutti i fronti, la terza carica dello Stato. Un intervento a tutto campo dalla Tav all’immigrazione, passando per il caporalato e per la legge Mancino.

Roberto Fico si concede per una intervista a Repubblica nei giorni in cui il governo gialloverde è alle prese con l’elezione del presidente della Rai, con lo scontro politico sulle grandi opere e la questione caporalato e immigrazione. E in tutti i temi il presidente sembra smarcarsi (e non poco) dalla Lega con cui Di Maio ha stretto un accordo.

“Ho sentito le dichiarazioni di queste ore di tutto il governo, compreso Salvini, e mi sembra si vada in tutt’ altra direzione. Quella legge può essere rafforzata e migliorata, ma il principio dev’ essere quello di combattere lo sfruttamento”, spiega Fico riferendosi ai 12 braccianti morti in due incidenti stradali in provincia di Foggia. Il modello cui si ispira il presidente della Camera per l’immigrazione è il Canada, scrive Rep. Una nazione dove convivono diverse culture integrate. “Le vie legali di accesso sono coerenti al cento per cento con la lotta alla tratta degli esseri umani – spiega – Un’ immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada, può portare benefici per tutti. Dove questo non avviene, dove non si integra, crescono lo scontro sociale e la paura”.

Che l’erede della Boldrini a Montecitorio non approvi al 100% l’approccio muscolare del ministro Salvini non è un mistero. È stato lui stesso ad affermare chei porti non li avrebbe chiusi e che i migranti non devono essere riportati in Libia. Dichiarazioni rilasciate proprio mentre il governo stringeva accordi con Tripoli per rafforzarne la capacità della guardia costiera in mare. “La Libia ha un problema strutturale di diritti umani – spiega Fico – La prima cosa che dobbiamo chiedere è che i centri che accolgono i migranti lavorino sotto l’egida delle organizzazioni internazionali. E che non ce ne siano di illegali”. Di certo però per ora c’è che le 12 motovedette italiane arriveranno a Tripoli. “Prima che quelle motovedette arrivino passerà del tempo. E ci sarà da lavorare, anche a livello europeo, per la stabilizzazione della Libia”, si augura il presidente.

Fico parla poi anche di Rai (“C’ è molto da fare, a partire dalla riforma delle news”), del presidente incaricato Foa (“Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti”) di legge Mancino (“Ho già detto che quella legge va mantenuta e ampliata. Non c’ è discussione su questo”) e di Flat Tax (“Devo vedere come verrà modulata dal ministro Tria”) e grandi opere. In tutti i casi la sua linea sembra lontana, se non in contrasto, da quella di Salvini.

Prendiamo la Tav, un nervo scoperto nel governo gialloverde, con Salvini propenso a “costruire invece che distruggere” e il M5S contrario a concludere la Tav e il Tap. “Quella contro la Torino Lione è una lotta cui ho partecipato dal 2005. C’ è stato un grande lavoro con il movimento no Tav, è una battaglia che non si può dimenticare. Come l’ acqua pubblica, cui ho legato la mia presidenza. La legge arriverà presto e mi auguro venga approvata con il più ampio consenso possibile”. Fico ci tiene a distinguersi dall’alleato, tanto da indurre Rep a titolare “Siamo diversi da Salvini“: “La Lega – dice il Presidente della Camera – conosce la nostra storia, noi la loro. Siamo forze politiche ben distinte e alternative”.

Il Giornale.it

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